PER FARE CHIAREZZA SULL’APPROVAZIONE DEL MES
La feroce polemica politica sul MES ha creato un grande polverone nel quale è difficile distinguere i fatti dalle opinioni. Il Parlamento Europeo l’approvò nel marzo del 2011, ma risulta evidente che il nodo politico, finanziario ed anche ideologico non è ancora stato sciolto. Alla base di tutto c’è il contrasto sempre più duro fra europeisti ed antieuropeisti, o per meglio dire fra concezioni diametralmente opposte dell’Unione Europea e delle sue politiche economiche, che ormai divide sia la maggioranza, sia l’opposizione.
Essendo uno studioso di Storia e non di economia, non mi occupo degli aspetti tecnici del problema, ma voglio comunque dare un piccolo contributo di chiarezza sulla questione dell’approvazione del MES nel periodo 2011-2012, durante il quale abbiamo avuto prima il Governo Berlusconi e poi il Governo Monti.
Primo: il disegno di legge di ratifica del MES ( settembre 2011) si deve all’esecutivo guidato da Berlusconi, nel quale G. Meloni era Ministro della Gioventù. L’esecutivo era sostenuto dal Popolo delle Libertà, dalla Lega Nord e dal Movimento per le Autonomie. La Lega Nord aveva votato contro il MES già in occasione della sua approvazione da parte del Parlamento Europeo.
Secondo: l’approvazione definitiva del MES fu votata nel 2012, quando il Governo era presieduto da Monti.
Terzo: la Lega, allora guidata da Roberto Maroni, votò compatta contro.
Quarto: Il PdL di Berlusconi votò in maggioranza a favore, ma molti suoi parlamentari votarono contro. Tra i dissidenti c’era anche Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia.
Quinto: Il partito denominato Fratelli d’Italia ancora non esisteva, ma proprio quella votazione fu un passo avanti decisivo verso la separazione dei “sovranisti” dal PdL di Berlusconi, realizzata pochi mesi dopo.
Sesto: Giorgia Meloni ovviamente non era ministro nel Governo Monti e non votò a favore del MES. Nella votazione risulta assente.
Settimo: il Partito Democratico, allora guidato da Luigi Bersani, votò compatto a favore del MES.
Sintesi: il MES venne definitivamente approvato per volontà di Monti grazie all’appoggio decisivo del Partito Democratico di Bersani e del Popolo delle Libertà di Berlusconi, che però proprio a causa di quel voto dovette subire il primo vero atto della scissione, realizzata nel 2012 con la nascita di Fratelli d’Italia.
https://www.google.com/amp/s/www.giornalettismo.com/giorgia-meloni-voto-mes/amp/
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Meccanismo_europeo_di_stabilità
https://www.google.com/amp/s/www.ilpost.it/2020/04/11/mes-salvini-conte-meloni/amp/
Precisazione ulteriore.
Una polemica nella polemica riguarda il ruolo di G. Tremonti, che era Ministro dell’Economia nel IV ed ultimo Governo Berlusconi e che firmò il disegno di legge di ratifica presentato nel 2011.
La parola a Giulio Tremonti (da TPI):
“Professore, Conte dice che il governo Berlusconi, di cui lei era ministro dell’economia, ha dato impulso al MES. Fa un po’ di confusione, nel 2012 al governo c’era Monti. Il vostro esecutivo era caduto l’anno prima. Ciò non toglie che le prime discussioni sul MES in Europa iniziarono già nel 2010, all’Eurogruppo del 9 maggio in cui proprio lei rappresentava l’Italia…
Conte cita continuamente gli eurobond, ma non ne conosce la storia. Io ero favorevole a un fondo di solidarietà, a un fondo salva-Stati (MES, ndr), ma finanziato appunto con emissioni di debito comune a livello europeo, eurobond. In quei mesi, e all’Eurogruppo di cui lei parla, stavo portando avanti quella linea, riuscendo a farmi degli alleati. Di quello che le dico c’è una prova, ed è pubblica: un articolo apparso sul Financial Times il 6 dicembre del 2010 a firma Giulio Tremonti e Jean-Claude Junker. Il titolo era: “Eurobonds would end the crisis”. Proponevamo come soluzione alla crisi quella di emettere eurobond per finanziare un fondo salva-Stati, i prestiti ai paesi sotto stress sarebbero stati coperti dall’emissione di titoli comuni europei, non proponevamo certo di bilanciare tale aiuto con misure draconiane come quelle della Troika, di cui abbiamo visto l’effetto devastante in Grecia. Questo è il tipo di MES a cui lavoravo all’epoca, non avrei mai firmato un trattato che, invece, imponesse la Troika, e non l’ho fatto.”
https://www.google.com/amp/s/www.tpi.it/economia/tremonti-conte-mes-eurobond-20200411584180/amp/




