Un articolo di Marco Di Caprio
Le proteste per le innumerevoli violenze della polizia americana sono giuste, ma il problema è: perché i media si sono schierati a favore?
I media lodano la popolazione manifestante, a patto che sia pacifica e non sconvolga il sistema. Ogni tanto parlano con disprezzo di infiltrati anarchici, black block o facinorosi che si approfittano della protesta per manifestare il proprio odio. Ma siamo sicuri che siano pochi e isolati facinorosi?
Tante sono state in passato le proteste per le violenze dei poliziotti sugli afroamericani ma perché un moto così ampio e diffuso nel 2020? La recente pandemia di coronavirus, il successivo lockdown, la disoccupazione e il disagio sociale sono stati sicuramente un fattore determinante per le proteste. Ma i media hanno cercato di neutralizzarle e di spiegarle, tramite la propria propaganda, come una mera questione, razziale.
I media non dicono che i neri colpiti dalle violenze della polizia non hanno niente a che vedere con i neri borghesi e ricchi, ma sono quelli dei ghetti, quelli più poveri e più deboli socialmente. Le violenze della polizia si concentrano principalmente contro gli afroamericani perchè sono in genere più poveri rispetto ai bianchi: il problema è quindi sociale ed economico, ma non razziale, come i media ci vogliono fare credere. Se sei ricco, sicuramente non avrai bisogno di commettere piccoli furti per sopravvivere in una società feudale come quella odierna e non verrai mai a contatto con la polizia, al di là del colore della tua pelle.
Le proteste che stanno avvenendo in America sono in realtà dovute principalmente alla disoccupazione, inasprita dalla pandemia, alla mancanza di protezione sociale dei lavoratori e alle crescenti disparità. La borghesia ha poi, mediante i media, trasformato la protesta in una mera questione razziale. Inoltre ha deciso di screditare, mediante queste proteste, l’impopolare presidente Trump per sostituirlo con un volto meno divisivo, più amato dal popolo, un po’come Obama, che faccia finta di cambiare tutto per non cambiare nulla.

Marco Di Caprio