Lo Stadio di Domiziano, detto anche impropriamente Circus Agonalis e Circus Alexandrinus, corrisponde perfettamente all’area di Piazza Navona. Infatti gli edifici che circondano la piazza sono stati costruiti al di sopra delle strutture antiche, che sono state utilizzate anche come cave di materiale edilizio, per esempio per la costruzione di Palazzo Braschi verso la fine del Settecento. La sovrapposizione si può vedere molto bene sul lato nord, di fronte a Tor Sanguigna: un grande arco d’ingresso è sovrastato dal palazzo moderno dell’INA, costruito salvaguardando le strutture liberate grazie agli scavi archeologici, che resero necessaria la demolizione degli edifici sorti in precedenza sul lato nord.
Considerando la topografia antica, possiamo dire che lo Stadio venne costruito in un’area del Campo Marzio giĂ notevolmente monumentalizzata, nei pressi delle Terme di Nerone.
Rispetto al livello stradale attuale, l’edificio si trova 5 metri al di sotto.
La parola stadio deriva dal greco stadion, unitĂ di misura corrispondente a circa 185 metri (625 piedi). Su questa distanza si disputava la corsa veloce, generalmente considerata la piĂą importante fra le gare atletiche, che comprendevano anche la lotta, il pugilato e il cosiddetto “pancrazio” (un misto di lotta e pugilato). Da una moneta di Settimio Severo sappiamo che lo Stadio venne utilizzato, almeno in determinati periodi, anche per i giochi gladiatori.
Dobbiamo quindi evitare di confondere lo stadio, usato per le gare atletiche, con il circo, che serviva per le corse dei carri ed ovviamente era molto piĂą lungo, anche se la forma era identica: lati lunghi paralleli e uno dei lati corti curvilineo (che corrisponde al lato nord di Piazza Navona). Ovviamente era privo della “spina”, dei carceres e dell’obelisco.
Lo Stadio di Domiziano è il primo stadio romano in muratura. Infatti in precedenza, in occasione di giochi indetti dagli imperatori, venivano realizzate strutture in legno (come ci attestano Svetonio per Cesare e Cassio Dione per Augusto).
Domiziano, appassionato di atletica, istituì il Certamen Capitolino Iovi, una specie di olimpiade romana che si doveva disputare ogni 4 anni, nell’86 d. C. e forse (Coarelli) lo Stadio fu costruito un po’ prima.
Le dimensioni sono notevolmente maggiori rispetto alla Stadio Palatino, fatto costruire dallo stesso Domiziano e terminato qualche anno dopo, nel 92: mt. 265 x 106 contro 160 x 48.
Si veda a questo proposito, per un confronto: http://massolopedia.it/stadio-palatino/

La facciata esterna doveva apparire veramente imponente: era costituita da una doppia fila di arcate poggianti su pilastri, l’inferiore con semicolonne di ordine ionico, la superiore di ordine corinzio, con un’altezza totale di 18 metri.
Semplificando, la struttura dell’edificio si presenta nel seguente modo, procedendo dall’esterno all’interno:
portico, ambulacro esterno, corridoi radiali alternati ad aule ed a scalinate, ambulacro mediano, scale a pilastri, ambulacro interno, arena. Attualmente la struttura è accessibile solo fino all’ambulacro mediano. Naturalmente sotto i palazzi di Piazza Navona sono visibili altre parti dello Stadio.
La struttura è in parte in travertino e in parte in laterizio.
Le pareti interne erano, e in mimima parte sono tuttora, rivestite di stucco.
Decoravano l’edificio agonale numerose statue, fra le quali molto probabilmente anche il cosiddetto “Pasquino”, in realtĂ un gruppo statuario raffigurante Patroclo e Menelao, rinvenuto proprio in Piazza Navona.
Le fonti aiografiche ci dicono che S. Agnese fu martirizzata nel 305 all’interno dello Stadio in un lupanare ubicato esattamente al di sotto dell’attuale chiesa di S. Agnese in Agone.
Si ritiene che le strutture dello Stadio siano rimaste abbastanza riconoscibili, nonostante lo sfacelo seguito alla caduta dell’Impero Romano, fino alla fine del Medioevo, quando si svilupparono (purtroppo) nell’area varie calcare per l’utilizzazione dei marmi antichi.
In quel periodo, infatti, la rinascita urbanistica di Roma cominciò a richiedere enormi quantità di materiali edilizi.
Nel 1477, durante il pontificato di Sisto IV, la piazza divenne sede del grande mercato settimanale sostituendo il precedente sito alle pendici del Campidoglio.
Possiamo dire che l’occultamento vero e proprio dello Stadio coincide in effetti con le grandi trasformazioni avvenute tra il Cinquecento e il Settecento, che videro sorgere al di sopra e nei pressi delle strutture antiche grandi chiese e palazzi, che però mantennero libero lo spazio dell’arena (fatta eccezione per le tre importanti fontane). Si pensi alla straordinaria trasformazione barocca della piazza voluta dalla famiglia Pamphili attorno alla metĂ del Seicento.
Dopo secoli di oblio, la struttura antica fu riscoperta, per così dire, nel 1868.
Gli scavi sistematici che riportarono alla luce l’area archeologica attualmente visitabile risalgono agli anni ’30.
Sitografia:
https://stadiodomiziano.com/the-stadium/archeologica-area/
http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_antica/monumenti/stadio_di_domiziano
https://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_di_Domiziano
http://massolopedia.it/stadio-palatino/
Bibliografia:
De Cola-Galluzzi-Giovannetti, Guida dello Stadio di Domiziano e di Piazza Navona
F. Coarelli, Roma